Aggiornato a ottobre 2026. Nel 2026 i forfettari con un'attività per cui sono stati approvati gli ISA hanno potuto pagare saldo 2025 e 1° acconto 2026 entro il 20 luglio, o entro il 20 agosto con lo 0,80% in più, invece del 30 giugno. Le rate si pagano il 16 di ogni mese e si possono chiudere fino al 16 dicembre: la tabella delle rate e l'esempio con gli interessi sono stati rifatti con il metodo e le percentuali dell'Agenzia delle Entrate. La tabella delle sanzioni per chi paga in ritardo ora ha le fasce in vigore dal 1° settembre 2024, senza lo scaglione "oltre 2 anni" che non esiste più. Corrette anche le date 2026 dei contributi fissi INPS (18 maggio e 16 novembre) e la risposta sul 730, che il forfettario non può usare. L'esempio del ravvedimento ora riguarda il 2° acconto 2026, con scadenza e pagamento in giorni lavorativi, e il calendario ha anche il 30 luglio, ultimo giorno con lo 0,40% per le attività senza ISA. Se hai saltato una scadenza, usa il calcolatore del ravvedimento operoso.
Uno degli aspetti più confusi del regime forfettario è capire quando e quanto pagare. Tra acconti, saldi e diverse scadenze, è facile perdersi. Questa guida ti spiega tutto in modo chiaro.
Il sistema di pagamento: saldo + acconti
In Italia le tasse si pagano con un sistema misto:
- Saldo: paghi il dovuto dell'anno precedente
- Acconti: anticipi parte delle tasse dell'anno corrente
È come pagare "a rate" ma in anticipo.
Le scadenze principali 2026
Calendario fiscale forfettario
| Scadenza | Cosa si paga |
|---|---|
| 20 luglio 2026 | Saldo 2025 + 1° acconto 2026 (forfettari e soggetti ISA; per le attività senza ISA, 30 giugno) |
| 30 novembre 2026 | 2° acconto 2026 |
La scadenza ordinaria di saldo e 1° acconto è il 30 giugno, con la possibilità di pagare entro il 30 luglio maggiorando le somme dello 0,40%. Nel 2026 per i soggetti ISA, compresi i forfettari che esercitano un'attività per cui sono stati approvati gli ISA, è stata spostata al 20 luglio, con la possibilità di pagare entro il 20 agosto maggiorando le somme dello 0,80% (art. 1-sexies del D.L. 63/2026, convertito dalla L. 113/2026, che riprende il D.L. 89/2026). Il forfettario la cui attività non ha ISA approvati è rimasto al 30 giugno, o al 30 luglio con lo 0,40%.
Se scegli la rateizzazione
| Rata | Scadenza 2026 (forfettari e ISA) | Cosa paghi |
|---|---|---|
| 1ª | 20 luglio | Prima quota di saldo e 1° acconto |
| 2ª | 20 agosto | Rata con interessi |
| 3ª | 16 settembre | Rata con interessi |
| 4ª | 16 ottobre | Rata con interessi |
| 5ª | 16 novembre | Rata con interessi |
| 6ª | 16 dicembre | Ultima rata |
Le rate scadono il 16 di ogni mese (la seconda il 20 agosto per la proroga estiva) e devono finire entro il 16 dicembre. Il 2° acconto del 30 novembre resta a parte e si paga in un'unica soluzione.
Imposta sostitutiva: calcolo acconti
Primo anno di attività
Se è il tuo primo anno:
- Nessun acconto dovuto
- L'anno successivo paghi il saldo e, insieme, il 1° acconto dell'anno nuovo
Anni successivi: metodo storico
Il metodo più comune calcola gli acconti sul 100% dell'imposta dell'anno precedente:
Formula:
1° acconto (con il saldo) = 50% dell'imposta anno precedente
2° acconto (novembre) = 50% dell'imposta anno precedente
Per i forfettari le due rate sono del 50% ciascuna, non 40% e 60% come per la generalità dei contribuenti IRPEF (art. 58 D.L. 124/2019, chiarito dalla Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate 93/E del 2019). L'acconto non è dovuto se l'imposta dell'anno precedente non supera 51,65 €; fino a 206 € si versa in un'unica soluzione entro il 30 novembre, oltre si divide nelle due rate.
Esempio pratico
Imposta 2025: 3.000 €
Pagamenti 2026:
| Scadenza | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| 20 luglio | Saldo 2025 (ipotesi: 3.000 - 3.000 acconti già versati) | 0 € |
| 20 luglio | 1° acconto 2026 (50% di 3.000) | 1.500 € |
| 30 novembre | 2° acconto 2026 (50% di 3.000) | 1.500 € |
Metodo previsionale
Puoi calcolare gli acconti sull'imposta prevista per l'anno corrente se pensi di guadagnare meno.
Attenzione: se prevedi male e paghi meno del dovuto, pagherai sanzioni e interessi.
Contributi INPS: le scadenze
Gestione Separata
Stesse scadenze dell'imposta sostitutiva: i contributi calcolati in dichiarazione si versano negli stessi termini delle imposte sui redditi (art. 18, c. 4, D.Lgs. 241/1997, richiamato dalla circolare INPS 62/2026), quindi nel 2026, per i forfettari con la proroga, il 20 luglio.
| Scadenza | Pagamento |
|---|---|
| 20 luglio 2026 | Saldo anno precedente + 1° acconto (40%) |
| 30 novembre 2026 | 2° acconto (40%) |
Le percentuali sono diverse da quelle dell'imposta: l'acconto della Gestione Separata vale in totale l'80% del reddito dell'anno precedente moltiplicato per l'aliquota dell'anno in corso, diviso in due rate di pari importo (40% + 40%). Esempio: con 20.000 € di reddito imponibile nel 2025 l'acconto 2026 è 20.000 × 80% × 26,07% = 4.171,20 €, cioè 2.085,60 € con il saldo e 2.085,60 € a novembre.
Gestione Artigiani e Commercianti
Qui le scadenze sono diverse e più frequenti:
Contributi fissi (trimestrali):
| Scadenza | Trimestre |
|---|---|
| 18 maggio 2026 | 1° trimestre |
| 20 agosto 2026 | 2° trimestre |
| 16 novembre 2026 | 3° trimestre |
| 16 febbraio 2027 | 4° trimestre |
Contributi a percentuale (eccedenza):
| Scadenza | Pagamento |
|---|---|
| 20 luglio 2026 (con le imposte) | Saldo + 1° acconto |
| 30 novembre 2026 | 2° acconto |
Il modello F24
Cos'è
L'F24 è il modulo con cui si pagano imposte e contributi in Italia.
Come compilarlo per il forfettario
Sezione Erario (imposte):
| Codice tributo | Descrizione |
|---|---|
| 1790 | Imposta sostitutiva - 1° acconto |
| 1791 | Imposta sostitutiva - 2° acconto o acconto in unica soluzione |
| 1792 | Imposta sostitutiva - saldo |
⚠️ Attenzione a non scambiarli: 1792 è il saldo, 1790 e 1791 gli acconti. Nel campo "rateazione" scrivi 0101 se paghi saldo e 1° acconto in un'unica soluzione, oppure il numero della rata e il totale delle rate (0106 è la prima di 6); per il 2° acconto lascialo vuoto.
Sezione INPS (contributi):
| Codice | Descrizione |
|---|---|
| PXX | Gestione Separata - saldo e acconti, se non hai altra previdenza obbligatoria |
| PXXR | Gestione Separata - come PXX, se paghi saldo e 1° acconto a rate |
| P10 | Gestione Separata - saldo e acconti, se sei pensionato o hai già un'altra previdenza obbligatoria (per esempio come dipendente) |
| P10R | Gestione Separata - come P10, se paghi saldo e 1° acconto a rate |
| AF | Artigiani - contributi fissi |
| AP | Artigiani - contributi a percentuale (eccedenza); APR se paghi a rate |
| CF | Commercianti - contributi fissi |
| CP | Commercianti - contributi a percentuale (eccedenza); CPR se paghi a rate |
La R finale vuol dire "a rate", non "saldo": chi paga saldo e acconti della Gestione Separata in un'unica soluzione usa sempre PXX (o P10). Le causali sono quelle del par. 2.2.3 della circolare INPS 62/2026.
Dove si paga
- Home banking: della tua banca o di Poste
- Agenzia delle Entrate: F24 web o F24 online, con Fisconline o Entratel
- Intermediario: commercialista o CAF
Chi ha la partita IVA, quindi anche il forfettario, deve pagare l'F24 solo con questi canali telematici: niente sportello.
Rateizzazione: come funziona
Cosa si può rateizzare
- ✅ Saldo anno precedente
- ✅ 1° acconto
- ❌ 2° acconto (non rateizzabile, si paga in unica soluzione entro il 30 novembre)
Quante rate
Rate mensili di pari importo, il 16 di ogni mese, da chiudere entro il 16 dicembre (art. 20 del D.Lgs. 241/1997, come modificato dal D.Lgs. 1/2024). Il numero massimo dipende da quando paghi la prima rata: 7 se la paghi il 30 giugno, 6 se la paghi il 20 luglio, come i forfettari con ISA nel 2026.
Costo della rateizzazione
Sulle rate successive alla prima si pagano interessi al 4% annuo: dalla prima alla seconda rata si calcolano a giorni, con il metodo commerciale indicato nelle istruzioni, poi si aggiunge lo 0,33% per ogni mese (istruzioni Redditi PF 2026). Gli interessi sulle rate delle imposte non si sommano all'imposta: si versano a parte con il codice tributo 1668. Per i contributi INPS gli interessi delle rate, e la maggiorazione dello 0,40% se c'è, vanno su una riga a parte con la causale DPPI per la Gestione Separata, API per gli artigiani e CPI per i commercianti (circolare INPS 62/2026, par. 4).
Esempio (saldo 3.000 € in 6 rate, prima rata il 20 luglio 2026):
| Rata | Scadenza | Capitale | Interessi | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 1ª | 20 luglio | 500 € | 0 € | 500 € |
| 2ª | 20 agosto | 500 € | 1,45 € (0,29%) | 501,45 € |
| 3ª | 16 settembre | 500 € | 3,10 € (0,62%) | 503,10 € |
| 4ª | 16 ottobre | 500 € | 4,75 € (0,95%) | 504,75 € |
| 5ª | 16 novembre | 500 € | 6,40 € (1,28%) | 506,40 € |
| 6ª | 16 dicembre | 500 € | 8,05 € (1,61%) | 508,05 € |
Totale interessi: 23,75 €. Le percentuali fino al 16 ottobre sono quelle dello scadenzario dell'Agenzia delle Entrate; novembre e dicembre aggiungono lo 0,33% al mese, come dicono le istruzioni.
Come gestire i pagamenti
1. Accantona ogni mese
La regola d'oro: metti da parte il 25-30% di ogni incasso.
Esempio con 30.000 € di fatturato:
- Accantonamento mensile: 2.500 € × 28% = 700 €
- Annuale: 8.400 € (con l'aliquota al 15% possono non bastare per tasse + INPS: verificalo con il calcolo netto forfettario)
2. Crea un conto dedicato
Separa i soldi per le tasse dal conto operativo. Così non li spendi.
3. Usa un calendario
Segna le scadenze con promemoria 1 settimana prima.
4. Prepara liquidità per l'estate
Saldo e 1° acconto si pagano insieme a fine giugno (nel 2026 il 20 luglio per i forfettari con ISA): è la scadenza più "pesante" dell'anno.
Casi particolari
Primo anno di attività
- Nessun acconto da versare
- L'anno successivo paghi il saldo con il 1° acconto e, a novembre, il 2° acconto
Esempio:
- Apri a marzo 2026
- Nel 2026 non paghi acconti
- A giugno 2027 paghi saldo 2026 + 1° acconto 2027, a novembre il 2° acconto 2027
Chiusura partita IVA
Se chiudi la partita IVA:
- Devi comunque pagare il saldo finale
- Gli acconti già versati vengono "scalati"
Variazione significativa del reddito
Se prevedi un reddito molto diverso dall'anno precedente:
- In aumento: meglio versare acconti maggiori per evitare maxi-saldo
- In diminuzione: puoi ridurre gli acconti (metodo previsionale)
Cosa succede se non paghi
Sanzioni per ritardo (dal 1° settembre 2024)
| Ritardo | Sanzione ridotta | Ravvedimento |
|---|---|---|
| Entro 14 giorni | 0,0833% al giorno (max 1,17%) | Ravvedimento sprint |
| Da 15 a 30 giorni | 1,25% | Ravvedimento breve |
| Da 31 a 90 giorni | 1,39% | Ravvedimento intermedio |
| Dal 91° giorno fino al termine della dichiarazione dell'anno della violazione | 3,125% | Ravvedimento lungo |
| Oltre quel termine, senza limiti di tempo | 3,57% | Ravvedimento lunghissimo |
Nota: le percentuali sono già ridotte dal ravvedimento e valgono per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (D.Lgs. 87/2024); per quelle precedenti si applicano le vecchie sanzioni. Il "termine della dichiarazione" è quello della dichiarazione relativa all'anno in cui hai saltato il versamento: per un saldo non pagato nel 2026 è il 2 novembre 2027 (il 31 ottobre 2027 è domenica e il 1° novembre è festivo). Dopo il termine della dichiarazione resta il 3,57%, senza limiti di tempo: non c'è più una fascia più alta legata al solo passare del tempo (la vecchia versione di questa tabella indicava per errore uno scaglione "oltre 2 anni" al 4,17%). Per l'importo esatto, con interessi e righe F24, usa il calcolatore del ravvedimento operoso.
Prima di ravvederti: per saldo e 1° acconto, se paghi entro il trentesimo giorno dalla scadenza puoi evitare il ravvedimento maggiorando l'importo dello 0,40% (art. 17, c. 2, DPR 435/2001; nel 2026, per i forfettari con la proroga, dello 0,80% fino al 20 agosto). Dal 5° giorno di ritardo (dal 10° con lo 0,80%) la maggiorazione costa meno del ravvedimento. Il ravvedimento serve dopo i 30 giorni e per il 2° acconto, che non ha questa finestra.
Il ravvedimento operoso
Puoi "ravvederti" pagando:
- Imposta dovuta
- Sanzione ridotta
- Interessi legali (1,60% annuo - tasso 2026, soggetto a variazioni annuali)
Esempio: 2° acconto pagato con 21 giorni di ritardo (per saldo e 1° acconto, con 21 giorni di ritardo costerebbe meno la maggiorazione vista sopra: 4,00 € con lo 0,40%, 8,00 € con lo 0,80%, contro 13,42 €)
- Imposta: 1.000 €, 2° acconto 2026 in scadenza lunedì 30 novembre 2026, pagato lunedì 21 dicembre 2026
- Sanzione (1,25%, dal 15° al 30° giorno): 12,50 €
- Interessi: 0,92 € (1,60% × 21/365 × 1.000)
- Totale: 1.013,42 €
Nota: Il tasso di interesse legale viene aggiornato annualmente con decreto ministeriale. Verifica sempre il tasso in vigore.
Calendario completo 2026
Gennaio-Giugno
| Data | Adempimento |
|---|---|
| 16 febbraio | INPS artigiani/commercianti (4° trim. 2025) |
| 18 maggio | INPS artigiani/commercianti (1° trim. 2026) |
Luglio-Dicembre
| Data | Adempimento |
|---|---|
| 20 luglio | Saldo imposte e INPS 2025 + 1° acconto 2026 (forfettari e soggetti ISA; per le attività senza ISA, 30 giugno), o 1ª rata |
| 30 luglio | Saldo imposte e INPS 2025 + 1° acconto 2026 con lo 0,40% in più (attività senza ISA) |
| 20 agosto | INPS artigiani/commercianti (2° trim.); 2ª rata (se rateizzi); ultimo giorno per saldo e 1° acconto con lo 0,80% in più |
| 16 settembre | 3ª rata (se rateizzi) |
| 16 ottobre | 4ª rata (se rateizzi) |
| 2 novembre | Dichiarazione Redditi PF 2026 (il 31 ottobre è sabato) |
| 16 novembre | INPS artigiani/commercianti (3° trim.); 5ª rata (se rateizzi) |
| 30 novembre | 2° acconto imposte + INPS |
| 16 dicembre | 6ª e ultima rata (se rateizzi) |
Strumenti utili
App e software
- Calendario Google/Apple: per i promemoria
- Excel/Sheets: per tracciare fatturato e accantonamenti
- App di contabilità: molte calcolano automaticamente gli acconti
Documenti da conservare
- F24 pagati (con ricevuta)
- Fatture emesse e ricevute
- Estratti conto che dimostrano i pagamenti
Domande frequenti
Posso pagare in anticipo?
Sì, puoi pagare quando vuoi prima della scadenza.
Se ho crediti, posso compensare?
Sì, con l'F24 puoi compensare debiti e crediti (es. credito IRPEF con debito INPS). In questo caso l'F24 va inviato con F24 web, F24 online o tramite un intermediario abilitato, non con l'home banking.
Chi fa la dichiarazione dei redditi?
- Da solo: con il modello Redditi PF. Il 730 non si può usare: chi ha redditi con partita IVA ne è escluso, anche se è anche dipendente
- Commercialista: la scelta più comune per i forfettari
Quando si presenta la dichiarazione?
- Modello Redditi PF: entro il 31 ottobre dell'anno successivo (nel 2026 il 2 novembre, perché il 31 ottobre è sabato)
- I pagamenti però si fanno prima: saldo e 1° acconto a giugno (nel 2026 il 20 luglio per i forfettari con ISA), 2° acconto a novembre
Conclusioni
Le scadenze del forfettario sono gestibili se:
- Conosci le date: 30 giugno (nel 2026 il 20 luglio per i forfettari con ISA) e 30 novembre sono le chiavi
- Accantoni regolarmente: 25-30% di ogni incasso
- Usi la rateizzazione se serve (costa poco)
- Ravvedi subito se dimentichi una scadenza
Con un minimo di organizzazione, le tasse non saranno più un problema ma una routine prevedibile.
Fonti:
- Agenzia delle Entrate
- INPS - Circolari contributive
- Testo Unico Imposte sui Redditi
- Art. 58 D.L. 124/2019 (acconti in due rate del 50%)
- Risoluzione AdE 93/E del 12/11/2019 (applicazione ai forfettari)
- Istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 2, quadro RR (acconti della Gestione Separata)
- D.Lgs. 87/2024 (nuove sanzioni dal 1° settembre 2024)
- Art. 1-sexies D.L. 63/2026, convertito dalla L. 113/2026, GU n. 147 del 27/6/2026 (proroga al 20 luglio e al 20 agosto con lo 0,80% per ISA e forfettari)
- Art. 8 D.Lgs. 1/2024, GU n. 9 del 12/1/2024 (rate il 16 di ogni mese, fino al 16 dicembre)
- Istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 1, "Rateazione" (interessi al 4% annuo e 0,33% al mese) e scadenzario dell'Agenzia delle Entrate (percentuali delle rate dal 20 luglio 2026: 16 settembre, 16 ottobre; forfettari senza ISA: percorso dal 30 luglio)
- Art. 17 DPR 435/2001 (scadenze di saldo e 1° acconto, maggiorazione dello 0,40% entro trenta giorni) e art. 18 D.Lgs. 241/1997 (contributi con le stesse scadenze delle imposte)
- Istruzioni 730/2026 (chi ha partita IVA non può usare il 730)
- Circolare INPS 14/2026 (scadenze 2026 di artigiani e commercianti) e circolare INPS 62/2026 (contributi con le scadenze delle imposte, rate fino al 16 dicembre)