Calcolo Fattura Regime Forfettario 2026 (Singola Fattura)

Quanto resta netto da una fattura nel regime forfettario nel 2026? Esempio: su una fattura da 1.000 € di un professionista in Gestione Separata (coefficiente 78%, imposta al 15%) la quota di contributi INPS è 203,35 € e l'imposta sostitutiva 86,50 €: restano 710,15 €, il 71% della fattura. Con l'aliquota del 5% il netto sale a 767,82 €. Se hai una cassa professionale (avvocati, commercialisti, ingegneri) leggi come trattare il 4% e il bollo.

Scopri quanto ti rimane netto da una singola fattura nel regime forfettario. Inserisci il compenso incassato e ottieni subito contributi INPS, imposta sostitutiva (5% o 15%) e netto. Calcolo fattura regime forfettario semplice e immediato.

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Il compenso di questa fattura, senza il contributo integrativo della cassa se ce l'hai
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Compilato in automatico dall'attività, oppure inserisci manualmente
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Default: Gestione Separata 26,07% (2026). Per artigiani/commercianti questo calcolo proporzionale è solo una stima approssimativa: clicca su ? per i dettagli o usa il calcolatore annuale.
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15% standard oppure 5% per le nuove attività: sostituisce l'IRPEF

Risultato indicativo, non è una consulenza: verifica i dati con un professionista prima di usarli per versamenti, F24 o dichiarazioni. Il titolare del sito non risponde di errori o dell'uso che ne fai (termini di utilizzo).

Come funziona il calcolo
  1. Imponibile forfettario = importo fattura × coefficiente di redditività
  2. Contributi INPS = imponibile × aliquota INPS
  3. Base dell'imposta = imponibile − contributi INPS
  4. Imposta sostitutiva = base × aliquota forfettaria (5% o 15%)
  5. Netto fattura = importo fattura − INPS − imposta sostitutiva

Nota: questo calcolo è una stima indicativa su singola fattura. I conteggi fiscali effettivi vengono effettuati su base annua complessiva. Consulta sempre un commercialista.

Validità per gestione INPS: il calcolo proporzionale è realistico solo per la Gestione Separata (nessun contributo fisso). Per artigiani e commercianti il risultato è approssimativo perché non considera i contributi fissi annuali (~€4.521-4.612 sul minimale €18.808 nel 2026) né l'eventuale riduzione 35% per forfettari. Per una stima precisa usa il calcolatore annuale.

Imposta di bollo: sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47€ (caso tipico del forfettario) va applicata una marca da bollo da 2€. Questo calcolo non la include: se il bollo resta a tuo carico il netto effettivo è inferiore di 2€; se lo riaddebiti al cliente è un compenso e va incluso nell'importo (vedi la guida sotto).

Cosa calcola e cosa no: stima indicativa su una singola fattura con le aliquote del regime forfettario. I calcoli fiscali reali si fanno su base annua complessiva e possono cambiare per contributi minimi INPS, detrazioni, esoneri e altri fattori individuali.

Limitazione di responsabilità: questo calcolatore è gratuito e ha scopo informativo. I risultati sono stime indicative, non sono una consulenza fiscale, legale o contabile e non sostituiscono la verifica di un commercialista o di un altro professionista abilitato. La normativa cambia e un errore di calcolo o di aggiornamento è sempre possibile: prima di versare, compilare un F24 o presentare una dichiarazione controlla i dati con un professionista o con le fonti ufficiali. Chi usa i risultati lo fa sotto la propria responsabilità: il titolare del sito non risponde di errori, omissioni, dati non aggiornati né delle conseguenze delle decisioni prese sulla base di questo strumento. Usandolo accetti i termini di utilizzo.

Rivalsa INPS 4%, contributo integrativo di cassa e bollo: cosa entra nel calcolo

Il calcolatore lavora sul compenso, la parte della fattura che resta a te. In fattura però possono comparire altre voci, e non tutte sono ricavi: ecco le tre più comuni, con la regola per ciascuna e come inserirle nel calcolo.

Rivalsa INPS 4% (Gestione Separata)

Chi è iscritto alla Gestione Separata può addebitare al cliente una maggiorazione del 4% del compenso a titolo di rivalsa del contributo (art. 1, comma 212, legge 662/1996). È una facoltà del professionista, da concordare con il cliente. Il 4% incassato resta a te, quindi è un compenso a tutti gli effetti: entra nei ricavi, nel reddito forfettario e nel conteggio della soglia di 85.000 euro. Nel calcolatore inserisci l'importo comprensivo della rivalsa: per 1.000 euro di compenso più 40 di rivalsa, il calcolo va fatto su 1.040.

Contributo integrativo della cassa professionale (avvocati, commercialisti, ingegneri e architetti)

Chi è iscritto a una cassa di previdenza privata versa i contributi alla cassa e non alla Gestione Separata INPS, anche nel regime forfettario. In fattura va aggiunto il contributo integrativo, che per Cassa Forense, Cassa Dottori Commercialisti e Inarcassa è il 4% del compenso ed è obbligatorio: lo incassi dal cliente e lo versi alla cassa. Non è un tuo ricavo, quindi resta fuori dal reddito forfettario e dalla soglia di 85.000 euro, e non è deducibile perché non lo paghi tu. Diverso è il contributo soggettivo, che la cassa calcola sul tuo reddito e che deduci dal reddito forfettario come i contributi INPS (art. 1, comma 64, legge 190/2014).

Nel calcolatore inserisci il compenso senza il 4% e, nel campo dei contributi, l'aliquota del contributo soggettivo della tua cassa al posto del 26,07% INPS. Il risultato è una stima: ogni cassa applica minimi, scaglioni e aliquote proprie, che trovi sul suo sito.

Fattura di un avvocato in regime forfettario, compenso 1.000 euro
Voce in fatturaImportoÈ un tuo ricavo?
Compenso1.000,00 €Sì
Contributo integrativo Cassa Forense 4%40,00 €No: lo versi alla cassa
Imposta di bollo riaddebitata2,00 €Sì, se la fai pagare al cliente
Totale fattura1.042,00 €
Importo da inserire nel calcolatore1.002,00 €Compenso più bollo

Bollo da 2 euro riaddebitato al cliente

Sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro va assolta l'imposta di bollo di 2 euro, che per le fatture elettroniche si versa a trimestri tramite il servizio dell'Agenzia delle Entrate. Il bollo è a tuo carico; se lo riaddebiti al cliente, per l'Agenzia quei 2 euro sono parte del compenso e concorrono al reddito forfettario (risposta a interpello n. 428 del 12 agosto 2022). Nel calcolatore includili nell'importo solo se li fai pagare al cliente. Scadenze e sanzioni del bollo sono nell'articolo su obbligo, termini e sanzioni della fattura elettronica.

Ritenuta d'acconto: non si applica

Il forfettario non subisce la ritenuta d'acconto (art. 1, comma 67, legge 190/2014): in fattura indichi la dicitura di esonero e il cliente paga l'importo pieno. Per questo il netto della fattura coincide con l'incasso, e imposta e contributi si pagano dopo, con gli F24 di giugno e novembre: per l'anno intero usa il calcolo del netto annuo.

Fonti: legge 190/2014, art. 1 commi 54-89; legge 662/1996, art. 1 comma 212; Agenzia delle Entrate, risposta n. 428/2022; Cassa Forense, CNPADC e Inarcassa sul contributo integrativo.

Domande frequenti

A cosa serve questo calcolatore?

Questo strumento ti permette di calcolare quanto ti rimane netto da una singola fattura nel regime forfettario. È utile per capire immediatamente l'impatto di INPS e imposta sostitutiva su ogni singola entrata, prima ancora di emettere la fattura.

Il calcolo su singola fattura è preciso?

Questo è un calcolo indicativo che applica le aliquote forfettarie su una singola fattura. Nella realtà, INPS e imposta sostitutiva vengono calcolati su base annua complessiva. Il risultato ti dà comunque una buona stima di quanto ti rimane da quella specifica entrata.

Devo inserire l'importo lordo o netto?

Inserisci il compenso lordo, cioè la parte della fattura che resta a te: comprende la rivalsa INPS del 4% e il bollo se li addebiti al cliente, ma non il contributo integrativo della cassa professionale, che versi alla cassa (esempio dell'avvocato). Se non hai una cassa e non addebiti altro, è l'importo che incassi dal cliente. Il calcolatore applica poi coefficiente e aliquote per stimare quanto ti rimane netto dopo tasse e contributi.

Posso usare questo per tutte le fatture?

Sì, puoi usarlo per ogni fattura che emetti nel regime forfettario. Usa il coefficiente del codice ATECO dell'attività a cui si riferisce la fattura: se svolgi più attività in gruppi ATECO diversi, ciascun gruppo ha il suo coefficiente, applicato ai ricavi di quel gruppo (nel quadro LM un rigo per gruppo, da LM22 a LM27: le attività dello stesso gruppo stanno in un solo rigo). L'aliquota INPS dipende dalla tua gestione, quella dell'imposta sostitutiva passa dal 5% al 15% finiti i primi cinque anni.

Quando devo pagare INPS e imposta sostitutiva?

I pagamenti non sono immediati su ogni fattura: si calcolano su base annua e si versano con F24. L'imposta sostitutiva, che rimpiazza l'IRPEF, si paga a saldo e in acconto entro il 30 giugno e il 30 novembre. I contributi dipendono dalla gestione: in Gestione Separata hanno le stesse scadenze dell'imposta; artigiani e commercianti pagano i contributi fissi sul minimale in quattro rate (nel 2026: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio 2027, circolare INPS 14/2026) e la parte oltre il minimale con le scadenze dell'imposta. Calendario completo nella guida ad acconti, saldi e scadenze del forfettario. Consulta il tuo commercialista per le scadenze precise.

Sono avvocato, commercialista o ingegnere in forfettario: come uso il calcolatore?

Inserisci solo il compenso, senza il contributo integrativo del 4% che addebiti al cliente per la tua cassa: non è un tuo ricavo e lo versi alla cassa. Nel campo dell'aliquota contributiva metti l'aliquota del contributo soggettivo della tua cassa al posto del 26,07% della Gestione Separata. Il risultato è una stima, perché ogni cassa ha minimi e scaglioni propri: i dettagli sono nella guida sotto il calcolatore.