Contributi INPS regime forfettario 2026: quanto e quando pagare

Aggiornato a ottobre 2026. Le prossime scadenze: il 16 novembre 2026 la 3ª rata dei contributi fissi di artigiani e commercianti (1.130,34 euro per gli artigiani e 1.152,91 per i commercianti, circa 735 e 749 euro con la riduzione del 35%), il 30 novembre il 2° acconto della Gestione Separata e dei contributi sul reddito oltre il minimale, il 16 febbraio 2027 la 4ª rata dei fissi (circolare INPS 14/2026). Da settembre l'INPS invia gli avvisi bonari per le rate fisse non pagate di agosto e novembre 2025 e di febbraio 2026: cosa fare se ne hai ricevuto uno. Se hai saltato una scadenza dell'imposta sostitutiva, usa il calcolatore del ravvedimento operoso.

I contributi INPS rappresentano una delle voci di spesa più importanti per chi è in regime forfettario. Capire come funzionano è fondamentale per pianificare le tue finanze. Per il quadro completo, il calcolo netto forfettario 2026 mette insieme contributi, imposta sostitutiva e netto mensile.

Nel 2026, l'INPS ha pubblicato le circolari con i nuovi importi: la Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 per la Gestione Separata e la Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 per Artigiani e Commercianti.

Vediamo le diverse gestioni INPS, i numeri aggiornati e come calcolare i contributi.


Le gestioni INPS per i forfettari

Esistono tre principali gestioni previdenziali:

GestioneChi si iscriveCaratteristiche
Gestione SeparataProfessionisti senza cassaNessun contributo minimo
ArtigianiArtigiani, alcune attività manualiCon minimale
CommerciantiCommercianti, e-commerceCon minimale

Come capire la tua gestione

  • Libero professionista (consulente, designer, sviluppatore): Gestione Separata
  • Artigiano (idraulico, elettricista, falegname): Gestione Artigiani
  • Commerciante (negozio, e-commerce): Gestione Commercianti

La gestione dipende dal tipo di attività svolta (codice ATECO), non è una scelta del contribuente.


Gestione Separata INPS

Aliquota 2026: 26,07%

La Gestione Separata è la più semplice: paghi una percentuale fissa sul reddito imponibile, senza contributi minimi obbligatori.

Composizione dell'aliquota:

ComponenteAliquota
IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)25,00%
Aliquota aggiuntiva (maternità, malattia, ANF)0,72%
ISCRO (indennità straordinaria)0,35%
Totale26,07%

Fonte: Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026.

Formula:

Contributi = Reddito imponibile x 26,07%

Minimale e massimale 2026

Importo
Reddito minimale (per accredito intero anno)18.808 euro
Reddito massimale122.295 euro

Se versi su un reddito inferiore al minimale, maturi un'anzianità contributiva proporzionale (meno di 12 mesi).

Vantaggi

  • Nessun contributo minimo obbligatorio: se guadagni zero, paghi zero
  • Calcolo semplice: percentuale fissa sul reddito

Svantaggi

  • Aliquota più alta: 26,07% rispetto al 24% degli artigiani
  • No riduzione 35%: non puoi richiedere lo sconto riservato ad artigiani e commercianti

Esempio di calcolo

Dati: fatturato 40.000 euro, coefficiente 78%

  1. Reddito imponibile: 40.000 x 78% = 31.200 euro
  2. Contributi INPS: 31.200 x 26,07% = 8.134 euro

Gestione Artigiani e Commercianti

Aliquote 2026

Fonte: Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.

GestioneFino a 56.224 euroOltre 56.224 euro
Artigiani24,00%25,00%
Commercianti24,48%25,48%

La maggiorazione di +1 punto percentuale scatta sulla quota di reddito che eccede 56.224 euro.

Lo 0,48% in più dei Commercianti è l'aliquota aggiuntiva per il finanziamento dell'indennizzo per cessazione dell'attività commerciale.

Il minimale contributivo

A differenza della Gestione Separata, qui esiste un minimale: devi versare un importo minimo anche se guadagni poco o nulla.

Reddito minimale 2026: 18.808 euro

Contributi minimi annui 2026

Senza riduzioni:

GestioneContributo minimo annuoRata trimestrale
Artigiani4.521,36 euro~1.130 euro
Commercianti4.611,64 euro~1.153 euro

Con riduzione 35% forfettari:

GestioneContributo minimo annuoRata trimestrale
Artigiani2.938,88 euro~735 euro
Commercianti2.997,57 euro~749 euro

Gli importi minimi annui sopra indicati sono già comprensivi del contributo di maternità, pari a 7,44 euro annui.

Massimale di reddito 2026

TipologiaMassimale
Iscritti con anzianità contributiva al 31/12/199593.707 euro
Iscritti dal 01/01/1996 (senza anzianità al 31/12/1995)122.295 euro

Calcolo contributi

Il calcolo avviene su due fasce:

Fascia 1 (fino al minimale - 18.808 euro):

  • Contributo fisso (dovuto sempre, anche con reddito basso)

Fascia 2 (oltre il minimale):

  • Percentuale (24%/24,48%) sulla quota di reddito che eccede il minimale, fino al massimale

La riduzione del 35%

I forfettari iscritti a Gestione Artigiani o Commercianti possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi (sia fissi che percentuali sull'eccedenza).

Come richiederla:

  1. Accedi al Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti sul portale INPS
  2. Presenta domanda telematica
  3. Scadenza 2026: la domanda andava presentata entro il 2 marzo 2026 (il 28 febbraio cadeva di sabato)
  4. Una volta esercitata, l'opzione si rinnova automaticamente negli anni successivi, purché permangano i requisiti del regime forfettario

Dal 2027 la riduzione è regolata dall'art. 241 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi, con lo stesso termine del 28 febbraio: le altre novità nella guida al regime forfettario 2027.

Attenzione alla pensione: chi sceglie la riduzione del 35%, se resta sotto il minimale, non matura automaticamente l'accredito pieno dell'intero anno. L'accredito contributivo può risultare proporzionalmente ridotto rispetto alla contribuzione ordinaria.

Riduzione 50% neo-iscritti: situazione 2026

La riduzione del 50% introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) per chi si iscriveva per la prima volta nel 2025 alle gestioni Artigiani e Commercianti non è stata rinnovata dalla Legge di Bilancio 2026.

  • Chi si è iscritto per la prima volta nel 2025 continua a beneficiarne nel 2026 per la durata residua dei 36 mesi previsti, ma l'agevolazione non si cumula con altre riduzioni contributive
  • Chi si iscrive per la prima volta nel 2026 non può accedervi

Confronto tra le gestioni

Come funziona il calcolo

Gestione Separata:

  • Calcolo semplice: reddito x aliquota (26,07%)
  • Nessun contributo fisso

Artigiani e Commercianti:

  • Contributi fissi sul minimale (dovuti sempre, anche con reddito basso)
  • Percentuale sulla quota di reddito che eccede il minimale

Esempio con reddito imponibile previdenziale di 25.000 euro

Negli esempi seguenti assumiamo, per semplicità, un reddito imponibile previdenziale pari a 25.000 euro (cioè il reddito già determinato applicando il coefficiente di redditività al fatturato).

GestioneCalcoloContributi
Separata25.000 x 26,07%6.518 euro
ArtigianiFissi (4.521) + eccedenza (25.000 - 18.808) x 24%6.007 euro
Artigiani (-35%)Ridotto~3.905 euro

Con reddito basso (es. 10.000 euro, sotto il minimale)

GestioneContributi
Separata10.000 x 26,07% = 2.607 euro
ArtigianiFissi 4.521 euro (dovuti comunque)
Artigiani (-35%)Fissi ridotti 2.939 euro

In termini di esborso immediato, la Gestione Separata è spesso meno pesante con redditi bassi perché non prevede contributi minimi. Con redditi medio-alti, Artigiani/Commercianti con riduzione 35% possono risultare più vantaggiosi. La gestione applicabile non è però una scelta del contribuente.


Differenze economiche tra le gestioni INPS

Gestione Separata

  • Nessun contributo minimo: con redditi bassi o variabili, l'esborso è proporzionale
  • Aliquota più alta (26,07%)
  • Obbligatoria per i professionisti senza cassa

Artigiani/Commercianti

  • Contributi minimi sempre dovuti, anche con redditi bassi
  • Aliquota base più bassa (24%/24,48%)
  • Possibilità di richiedere la riduzione del 35%
  • Obbligatoria per chi svolge attività artigianale o commerciale

La gestione applicabile non è una scelta del contribuente: dipende dall'attività svolta e dall'inquadramento previdenziale. Le differenze sopra sono descrittive, non operative.


Deduzione dei contributi

I contributi INPS versati sono integralmente deducibili dal reddito imponibile forfettario. Questo riduce la base su cui calcoli l'imposta sostitutiva.

Esempio:

  • Reddito imponibile: 30.000 euro
  • Contributi INPS versati: 7.000 euro
  • Base per imposta sostitutiva: 30.000 - 7.000 = 23.000 euro
  • Imposta (15%): 23.000 x 15% = 3.450 euro

I contributi si deducono per cassa: conta quando li hai effettivamente versati, non il periodo di competenza.


Scadenze di pagamento 2026

Le prossime scadenze

ScadenzaCosa si paga
16 novembre 2026Artigiani e commercianti: 3ª rata dei contributi fissi sul minimale, 1.130,34 euro gli artigiani e 1.152,91 euro i commercianti (circa 735 e 749 euro con la riduzione del 35%)
30 novembre 2026Gestione Separata: 2° acconto 2026, il 40% dei contributi calcolati sul reddito 2025 con l'aliquota 2026.
Artigiani e commercianti: 2° acconto 2026 dei contributi sul reddito oltre il minimale, uguale al primo
16 febbraio 2027Artigiani e commercianti: 4ª rata dei contributi fissi, stesso importo di novembre

Gli importi delle rate fisse e i modelli F24 già compilati sono nel Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, nella sezione "Dati del mod. F24" (circolare INPS 14/2026, par. 9): se hai una riduzione o hai iniziato l'attività durante l'anno, i tuoi importi sono diversi da quelli della tabella. Per artigiani e commercianti i due acconti sui contributi oltre il minimale sono di pari importo e si calcolano sul reddito 2025 con minimale, massimale e aliquote del 2026 (istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 2, appendice).

Gestione Separata

ScadenzaPagamento
20 luglio 2026Saldo 2025 + 1° acconto 2026 (40%), per i forfettari con un'attività soggetta agli ISA; per le attività senza ISA, 30 giugno
30 novembre 20262° acconto 2026 (40%)

L'acconto della Gestione Separata vale in totale l'80% del reddito 2025 moltiplicato per l'aliquota 2026 (26,07%), diviso in due rate di pari importo: il 40% con il saldo e il 40% a novembre.

Il saldo e gli acconti dei contributi si versano negli stessi termini delle imposte sui redditi (art. 18, c. 4, D.Lgs. 241/1997), quindi nel 2026, per i forfettari con un'attività soggetta agli ISA, il 20 luglio (art. 1-sexies del D.L. 63/2026, convertito dalla L. 113/2026); per le attività senza ISA è rimasto il 30 giugno. Nei 30 giorni successivi si può ancora versare con una maggiorazione. Per i contributi l'INPS indica lo 0,40% previsto dall'art. 17, c. 2, DPR 435/2001 (circolare INPS 62/2026, par. 3, che non tratta la proroga); la norma della proroga, però, per chi paga dopo il 20 luglio fissa lo 0,80% proprio in deroga a quell'articolo, e non abbiamo trovato indicazioni dell'INPS su quale percentuale valga per i contributi di chi aveva la proroga. Se li hai versati tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026, fai verificare la maggiorazione al tuo commercialista.

Artigiani e Commercianti - Rate fisse

RataScadenza
1a rata18 maggio 2026 (il 16 cade di sabato)
2a rata20 agosto 2026 (proroga di Ferragosto: i versamenti in scadenza dal 1° al 20 agosto si possono fare entro il 20 senza maggiorazione, art. 37, c. 11-bis, D.L. 223/2006)
3a rata16 novembre 2026
4a rata16 febbraio 2027

Artigiani e Commercianti - Eccedenza sul minimale

ScadenzaPagamento
20 luglio 2026 (con le imposte)Saldo 2025 + 1° acconto 2026, entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi (circolare INPS 14/2026, par. 9): per i forfettari con un'attività soggetta agli ISA il 20 luglio, per le attività senza ISA il 30 giugno
30 novembre 20262° acconto 2026

Le scadenze possono slittare al primo giorno lavorativo successivo se cadono di sabato, domenica o festivo. È possibile versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% (circolare INPS 62/2026, par. 3); per chi nel 2026 aveva la proroga al 20 luglio vale l'avviso sulla percentuale scritto qui sopra.

Hai saltato un versamento? Per l'imposta sostitutiva puoi rimediare da solo con il ravvedimento operoso: il calcolo del ravvedimento operoso ti dà sanzione ridotta, interessi e righe F24 in base ai giorni di ritardo. Per i contributi INPS questo ravvedimento non vale: i versamenti tardivi seguono le sanzioni civili, che l'istituto calcola e richiede per conto suo e che sono più basse se paghi entro 120 giorni (vedi sotto).


Hai ricevuto un avviso bonario INPS?

Con il messaggio n. 2775 del 9 settembre 2026 l'INPS ha avviato l'emissione degli avvisi bonari per le rate dei contributi fissi di artigiani e commercianti scadute ad agosto 2025, novembre 2025 e febbraio 2026 e risultate non pagate. Riguardano solo i contributi sul minimale delle gestioni Artigiani e Commercianti, non la Gestione Separata. L'avviso bonario è un invito a mettersi in regola prima della riscossione vera e propria: conviene controllarlo subito.

Dove trovarlo

  • La comunicazione: Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti > Comunicazione bidirezionale > Atti emessi > Avvisi bonari generalizzati.
  • L'F24 già compilato: Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti > Posizione assicurativa > Avvisi Bonari - Com. di Debito - Codeline per regolarizzazione.
  • L'email: l'INPS manda un avviso al titolare della posizione e all'intermediario, se hanno comunicato un indirizzo di posta elettronica.

Cosa fare

SituazioneCosa fare
Non hai pagato la rataPaga con l'F24 precompilato che trovi nel Cassetto, con gli importi calcolati dall'INPS.
L'avevi già pagataManda all'INPS la ricevuta dell'F24: Cassetto previdenziale del contribuente > Contatti > Nuova richiesta > Invio quietanza di versamento.
Non riesci a pagare tutto insiemePuoi chiedere all'INPS di pagare a rate contributi e sanzioni civili: per le domande presentate dal 16 settembre 2026 l'interesse di dilazione è il 4,65% annuo (circolare INPS 98/2026, par. 2).
Non fai nienteL'INPS chiede la somma con un avviso di addebito, che vale come titolo esecutivo: va pagato entro 60 giorni dalla notifica, poi passa all'agente della riscossione, che può procedere con l'espropriazione forzata. Sanzioni e somme aggiuntive continuano a crescere fino al pagamento (art. 30 D.L. 78/2010).

Quanto costa pagare i contributi in ritardo

Sui contributi versati in ritardo l'INPS applica le sanzioni civili dell'art. 116, c. 8, lett. a), L. 388/2000: si calcolano in ragione d'anno sui giorni di ritardo e non possono superare il 40% dei contributi non versati. La misura segue il tasso della BCE sulle operazioni di rifinanziamento principali: dal 16 settembre 2026 è l'8,15% annuo (2,65% più 5,5 punti), cioè circa 8 euro ogni 100 euro di contributi per ogni anno di ritardo.

Dal 1° settembre 2024 c'è anche un ravvedimento proprio dell'INPS: se paghi entro 120 giorni dalla scadenza, in unica soluzione e prima che l'INPS ti contesti o ti chieda qualcosa, la maggiorazione di 5,5 punti non si applica e la sanzione è il 2,65% annuo (circolare INPS 98/2026, par. 3). Per la rata del 16 novembre 2026 il termine è il 16 marzo 2027. Le rate degli avvisi bonari ne restano fuori: sono scadute da più di 120 giorni e l'INPS le ha già richieste.

Esempio: un commerciante paga la rata del 16 novembre 2026 (1.152,91 euro) il 15 gennaio 2027, 60 giorni dopo. Con i tassi di oggi la sanzione civile è di circa 5,02 euro se paga tutto in una volta e prima di una richiesta dell'INPS (2,65%), di circa 15,45 euro se non rispetta queste condizioni (8,15%).


Domande frequenti

Posso scegliere la gestione INPS?

No, la gestione dipende dal tipo di attività svolta (codice ATECO).

La riduzione 35% si applica alla Gestione Separata?

No, solo a Gestione Artigiani e Commercianti.

Se non fatturo nulla, devo pagare comunque?

  • Gestione Separata: No
  • Artigiani/Commercianti: Sì, il minimale (4.521 euro artigiani, 4.612 euro commercianti, o i rispettivi importi ridotti del 35%)

Mi è arrivato un avviso bonario INPS: devo pagarlo?

Se la rata non l'avevi pagata, sì: usa l'F24 precompilato del Cassetto previdenziale oppure chiedi all'INPS di pagare a rate. Se l'avevi già pagata, invia la ricevuta con il servizio "Invio quietanza di versamento". Se non fai nulla, l'INPS emette un avviso di addebito, che vale come titolo esecutivo. I passaggi sono nella sezione sugli avvisi bonari.

La riduzione 50% neo-iscritti è ancora disponibile?

No, non è stata rinnovata per il 2026. Chi si è iscritto per la prima volta nel 2025 continua a beneficiarne per la durata residua dei 36 mesi, ma l'agevolazione non si cumula con altre riduzioni contributive.


Conclusioni

I contributi INPS sono una componente significativa del costo della partita IVA. I numeri chiave 2026:

  • Gestione Separata: 26,07% sul reddito, nessun minimo
  • Artigiani: da 4.521 euro/anno di minimo (o 2.939 euro con riduzione 35%)
  • Commercianti: da 4.612 euro/anno di minimo (o 2.998 euro con riduzione 35%)
  • Prossime scadenze: 16 novembre 2026 (3ª rata dei fissi), 30 novembre (2° acconto), 16 febbraio 2027 (4ª rata dei fissi)

Con il calcolo dei contributi INPS e delle tasse del regime forfettario simuli la tua situazione specifica in pochi secondi.

→ Calcolo tasse forfettario → Calcolo fattura forfettario → Calcolo dal netto ai ricavi

Fonti