Aggiornato ad agosto 2026. L'adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027 è riservata ai soggetti ISA. Il termine di legge è il 31 ottobre 2026 ma, cadendo di sabato, la scadenza operativa slitta a lunedì 2 novembre 2026. Per i contribuenti in regime forfettario non cambia nulla: restano esclusi e non devono presentare alcuna adesione. Questo articolo spiega perché e cosa significa in pratica.
Se lavori in regime forfettario e in queste settimane senti parlare ovunque di concordato preventivo biennale, scadenze di adesione e proposte dell'Agenzia delle Entrate, la domanda è inevitabile: devo decidere qualcosa anch'io entro il 31 ottobre?
La risposta è no. Dal 2025 il concordato preventivo biennale è precluso a chi applica il regime forfettario. Nessuna proposta ti verrà recapitata, nessuna casella da spuntare in dichiarazione, nessuna scadenza da segnare sul calendario.
E, contrariamente a quanto suggerisce il tono allarmato di molti titoli, per la maggior parte dei forfettari questa esclusione non è una penalizzazione. Vediamo perché, partendo dall'inizio.
Cos'è il concordato preventivo biennale
Il concordato preventivo biennale (CPB), introdotto dal D.Lgs. n. 13/2024, è un accordo tra contribuente e Fisco: l'Agenzia delle Entrate formula una proposta di reddito per i due anni successivi e, se il contribuente accetta, le imposte sui redditi (e l'eventuale IRAP) si calcolano sulla base concordata, in linea di massima a prescindere dal guadagno effettivo. L'IVA invece non c'entra: continua a seguire le regole ordinarie.
Guadagni più del previsto? Di regola l'eccedenza non sconta imposte sui redditi. Guadagni meno? Paghi comunque sulla base concordata, a meno che il reddito effettivo non crolli di oltre il 30% per le circostanze eccezionali individuate dalla normativa: in quel caso il concordato cessa di avere effetto. In cambio di questa scommessa, chi aderisce ottiene certezza sul carico fiscale del biennio e alcune coperture specifiche sul fronte degli accertamenti.
Per il biennio 2026-2027 possono aderire i contribuenti che applicano gli ISA (gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, le cosiddette "pagelle fiscali"), con i requisiti previsti e senza un concordato 2025-2026 ancora in corso. Il termine, inizialmente fissato al 30 settembre, è stato prorogato al 31 ottobre 2026 dal decreto fiscale (D.L. n. 38/2026, convertito nella L. n. 79/2026) per allinearlo alla scadenza della dichiarazione dei redditi; poiché il 31 ottobre 2026 cade di sabato, la scadenza operativa è lunedì 2 novembre 2026.
Perché i forfettari sono esclusi
Non è sempre stato così. La storia è breve ma utile per capire:
- 2024: il CPB debutta e include anche i forfettari, in via sperimentale e per un solo anno (non un biennio). L'adesione è stata molto limitata.
- 2025: l'articolo 7 del D.Lgs. n. 81/2025 (il correttivo della riforma fiscale) abroga, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, il capo del D.Lgs. 13/2024 dedicato ai forfettari: l'esperimento si chiude e il concordato resta riservato ai soggetti ISA.
- 2026: nulla di nuovo. Il CPB 2026-2027 conferma l'impianto: possono aderire solo i contribuenti che nel 2025 hanno applicato gli ISA.
Dal punto di vista pratico, la lettura è lineare. Il concordato serve a dare certezza a chi determina il reddito in modo analitico, con ricavi meno costi effettivi, dove il margine di incertezza (e di contestazione) è ampio. Il forfettario quel problema non ce l'ha: il suo reddito imponibile è già calcolato in modo forfettario e prevedibile, applicando il coefficiente di redditività ai ricavi incassati. Non è fissato in anticipo come nel CPB, ma varia con gli incassi secondo una formula nota dal primo giorno.
Cosa significa in pratica per te
Tre conseguenze concrete, tutte semplici:
- Nessuna adesione da valutare. Non devi esaminare proposte né compilare il modello CPB entro il 31 ottobre (operativamente, 2 novembre). Per te quella data resta solo ciò che è sempre stata: il termine ordinario della dichiarazione dei redditi.
- Niente sanatoria collegata. Il ravvedimento speciale più recente, quello sulle annualità 2019-2023, era riservato a chi aveva aderito al CPB 2025-2026 e si è chiuso con i versamenti di marzo 2026. In Parlamento si discute una nuova sanatoria sulle annualità 2020-2024 agganciata all'adesione al CPB 2026-2027, ma ad oggi è solo una proposta; in ogni caso il requisito d'ingresso è sempre l'adesione al concordato, quindi i forfettari ne resterebbero comunque fuori.
- Restano i controlli ordinari. L'esclusione dal CPB non è un'anomalia né un segnale di rischio: sei soggetto alle stesse regole di controllo di prima. Non hai però le coperture specifiche sugli accertamenti riconosciute a chi aderisce al concordato. Di termini e regole dei controlli per i forfettari abbiamo parlato nella guida sui termini di accertamento per i forfettari dal 2026.
Un caso particolare: se nel 2025 eri forfettario e nel 2026 sei passato al regime ordinario o semplificato, resti comunque escluso dal CPB 2026-2027. Il motivo è tecnico: l'adesione richiede di aver applicato gli ISA nel periodo d'imposta precedente, e nel 2025 tu non li applicavi. Potrai valutare il concordato dal prossimo biennio utile.
Perché l'esclusione non è uno svantaggio
Il CPB offre ai soggetti ISA una cosa che il forfettario possiede già per costruzione: la prevedibilità del carico fiscale. Messi a confronto, i due meccanismi si somigliano più di quanto sembri:
| Concordato preventivo | Regime forfettario | |
|---|---|---|
| Base imponibile | Fissata in anticipo dalla proposta AdE per 2 anni, con le rettifiche previste dalla legge | Ricavi incassati x coefficiente di redditività |
| Imposta sul reddito | IRPEF progressiva sulla base concordata (con possibile sostitutiva opzionale sul maggior reddito concordato) | Sostitutiva fissa: 15%, oppure 5% per le nuove attività con i requisiti, per l'anno di avvio e i quattro successivi |
| Se guadagni più del previsto | Di regola l'eccedenza non sconta imposte sui redditi | Paghi sempre la stessa aliquota, in proporzione |
| Se guadagni meno del previsto | Paghi comunque sulla base concordata, salvo le circostanze eccezionali previste (calo oltre il 30%) | Paghi solo su quello che hai incassato |
| IVA | Regole ordinarie | Non si addebita IVA, finché si resta nel regime |
| ISA / pagelle fiscali | Obbligatori | Non si applicano |
Il confronto riguarda le imposte sui redditi. I contributi previdenziali seguono in entrambi i casi le regole della propria gestione INPS o cassa professionale.
Nota la quarta riga: è il rischio principale del concordato. Chi aderisce scommette che il proprio reddito non calerà. Il forfettario non deve scommettere niente: se incassa meno, paga meno, automaticamente. In un anno storto è una protezione che il CPB, salvo i casi eccezionali previsti, non offre.
Nello scenario opposto, un anno molto sopra le attese, il forfettario mantiene comunque la sua aliquota piatta finché resta nel regime. L'attenzione va però alle soglie, che producono effetti diversi: superare 85.000 euro di incassi (restando entro 100.000) fa uscire dal regime dall'anno successivo; superare 100.000 euro fa cessare il regime immediatamente, con l'IVA dovuta a partire dall'operazione che determina lo sforamento.
Cosa fare invece del concordato
La "certezza fiscale" del forfettario va comunque gestita. Due mosse concrete valgono più di qualunque concordato:
1. Stima in anticipo quanto pagherai. Imposta sostitutiva, contributi INPS, acconti e saldo si possono simulare già oggi, partendo dagli incassi reali e da quelli previsti: usa il calcolo delle tasse del regime forfettario per stimare il fabbisogno dell'anno e accantonare quanto serve per gli F24 di giugno e novembre.
2. Tieni d'occhio entrambe le soglie. Sopra 85.000 euro di incassi (ma entro 100.000) il regime si applica ancora per tutto l'anno in corso e l'uscita scatta dall'anno successivo; sopra 100.000 euro la fuoriuscita è immediata e l'IVA parte dall'operazione che fa sforare. Se ti stai avvicinando a una delle due, fai una simulazione prima di emettere o incassare le prossime fatture.
Domande frequenti
Il concordato tornerà per i forfettari?
Ad oggi non è previsto. Il D.Lgs. 81/2025 ha chiuso il regime sperimentale senza indicare una riapertura, e il CPB 2026-2027 è costruito interamente attorno agli ISA. Se ne riparlerà, sarà con una nuova norma.
Ho aderito al CPB sperimentale nel 2024: cambia qualcosa?
No. Quell'adesione valeva solo per il periodo d'imposta 2024 e ha esaurito i suoi effetti. Per il 2025 e il 2026 il tuo reddito imponibile torna a essere quello ordinario del regime: ricavi incassati per coefficiente di redditività.
L'esclusione dal CPB mi espone a più controlli?
No. L'esclusione prevista dalla legge non è un indice di irregolarità: continuano ad applicarsi i controlli e i termini ordinari. Semplicemente non benefici delle protezioni specifiche riservate a chi aderisce validamente al concordato. Ne parliamo in dettaglio nell'articolo sugli accertamenti ai forfettari dal 2026.
Chi può aderire entro il 31 ottobre 2026?
I titolari di partita IVA che nel 2025 hanno applicato gli ISA, con i requisiti del D.Lgs. 13/2024 e senza cause di esclusione. Tra le principali: debiti tributari o contributivi definitivamente accertati pari o superiori a 5.000 euro non regolarizzati entro l'adesione (non contano quelli rateizzati o sospesi), redditi esenti o esclusi oltre il 40% del totale, un concordato 2025-2026 ancora in corso, operazioni straordinarie nel primo anno del biennio e, appunto, l'applicazione del regime forfettario. Il termine di legge è il 31 ottobre 2026 che, cadendo di sabato, slitta operativamente a lunedì 2 novembre 2026.
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