Certificazione Unica (CU) e forfettario: chi la fa e chi no

In breve (aggiornato al 17 ottobre 2026). Dai compensi del 2024 chi paga un forfettario non deve più rilasciare né inviare la Certificazione Unica (DPR 322/1998, art. 4, comma 6-septies): i dati arrivano all'Agenzia delle Entrate dalla fattura elettronica. Per i compensi del 2026 quindi i clienti non ti manderanno la CU e non devi chiederla. Le eccezioni riguardano i compensi per cui il forfettario non è obbligato alla fattura elettronica (per l'Agenzia: medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e produttori assicurativi di quarto gruppo) e le indennità senza ritenuta come la maternità. Se un cliente ti ha applicato la ritenuta per errore, chiedigli la certificazione: ti serve per scomputarla. Se hai dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi, invece, la CU la fai tu: entro martedì 16 marzo 2027.

Fino al 2023 funzionava così: a marzo ogni cliente sostituto d'imposta (un'azienda, uno studio, un ente) mandava al forfettario la Certificazione Unica con i compensi pagati nell'anno, anche se non c'era nessuna ritenuta da certificare. Dal periodo d'imposta 2024 non è più così, e molti forfettari si chiedono se la CU mancante sia un problema.

In questa guida trovi chi deve fare la CU e chi no, i casi in cui arriva lo stesso, cosa fare se un cliente ti ha applicato la ritenuta per errore, la CU che devi fare tu se hai dipendenti e le scadenze del 2027.


Il cliente non ti fa più la CU: da quando e perché

La regola è nell'articolo 4, comma 6-septies, del DPR 322/1998, inserito dal D.Lgs. 1/2024 (il decreto sulla semplificazione degli adempimenti):

"A decorrere dall'anno d'imposta 2024, i soggetti indicati al comma 1 che corrispondono compensi, comunque denominati, ai contribuenti che applicano il regime forfettario [...] ovvero il regime fiscale di vantaggio [...] sono esonerati dagli adempimenti previsti dai commi 6-ter, 6-quater e 6-quinquies."

In pratica, chi ti paga come sostituto d'imposta non deve più:

  • compilare la CU per i tuoi compensi (comma 6-ter);
  • consegnartela entro il 16 marzo (comma 6-quater);
  • inviarla all'Agenzia delle Entrate (comma 6-quinquies).

L'esonero vale per i forfettari e per chi è ancora nel regime dei "minimi" (regime fiscale di vantaggio). L'ultima CU dovuta per tutti i forfettari è stata quella sui compensi del 2023, inviata entro il 18 marzo 2024 (circolare 8/E/2024). Dai compensi del 2024 in poi, nessuna CU, salvo le eccezioni che vedi sotto.

Il perché è la fattura elettronica. Secondo l'Agenzia, l'esonero non toglie informazioni all'amministrazione perché i dati sui compensi dei forfettari "sono comunque reperibili, a decorrere dal 2024, con la fatturazione elettronica" (circolare 8/E/2024, par. 3.1). Da qui nasce anche la regola sulle eccezioni.

Cosa cambia per te che sei forfettario

Per i compensi fatturati elettronicamente non devi chiedere la CU ai clienti e non devi aspettarla per fare la dichiarazione. Non cambia nulla nel calcolo: nel quadro LM del modello Redditi indichi i compensi incassati nell'anno, con il criterio di cassa, e la CU non c'entra.

Per ricostruire gli incassi dell'anno ti servono due cose:

  • le fatture elettroniche emesse, che trovi anche nell'area "Fatture e corrispettivi" del sito dell'Agenzia delle Entrate;
  • l'estratto conto, per vedere quando ogni fattura è stata pagata: una fattura emessa a dicembre 2026 e incassata a gennaio 2027 va nei compensi del 2027.

Come controllare il quadro LM nel modello precompilato è spiegato nella guida al Redditi PF precompilato per forfettari.

Quando la CU arriva lo stesso (ed è giusto)

La norma non pone condizioni, ma l'Agenzia delle Entrate, rispondendo a due interpelli, ne ha ricavata una: se per quei compensi il forfettario non è obbligato a emettere la fattura elettronica, e quindi i dati non arrivano all'Agenzia, l'esonero non si applica e il committente deve fare la CU. Le due risposte riguardano compensi esonerati per legge dalla fattura elettronica, non quelli fatturati in modo sbagliato. Nella risposta n. 127 del 22 giugno 2026 la mancanza dei dati delle fatture elettroniche "assume rilievo dirimente ai fini della corretta applicazione del comma 6-septies".

CasoPerché la CU arrivaCodice nella CU 2026 (punto 6)
Indennità senza ritenuta pagate a un forfettario, per esempio la maternitàNon c'è una fattura elettronica: la CU la manda chi paga l'indennità (per esempio l'INPS o la Cassa di previdenza)25 (26 per i minimi)
Medici di base, di continuità assistenziale a tempo determinato e pediatri convenzionati con il Servizio sanitario nazionaleNon sono obbligati alla fattura elettronica (risposta n. 132 del 13 maggio 2025)24
Produttori assicurativi di quarto gruppo con operazioni esenti da IVANon sono obbligati alla fattura elettronica (risposta n. 127 del 22 giugno 2026): CU dovuta per il 2024 e gli anni successivi24 (25 nella CU 2025)
Cliente che ti ha applicato la ritenuta d'acconto per erroreNessuna fonte la rende obbligatoria, ma senza la certificazione della ritenuta non puoi scomputarla in dichiarazione: chiedila al clienteNessun codice specifico

Per le CU sui compensi del 2024 inviate in ritardo o a rettifica in questi casi (e, per i produttori di quarto gruppo, anche per quelle sui compensi del 2025), l'Agenzia ha scritto che "le strutture preposte al controllo valuteranno la disapplicazione delle sanzioni", vista "l'incertezza interpretativa" (risposte 132/2025 e 127/2026). È una valutazione caso per caso, non una sanatoria automatica, e riguarda il committente, non te.

Il cliente ti ha applicato la ritenuta per errore

I compensi dei forfettari non subiscono la ritenuta d'acconto. Perché il cliente non la applichi, devi dichiarargli che il compenso è soggetto all'imposta sostitutiva (L. 190/2014, comma 67, e circolare 10/E/2016): è la funzione della dicitura che metti in fattura (trovi la formula nella guida alla fattura elettronica per forfettari).

Se la ritenuta è stata applicata lo stesso, la prima cosa è segnalarlo subito al cliente. Quando l'errore non si può più correggere, la circolare 10/E/2016 prevede due strade:

  1. rimborso: istanza all'Agenzia delle Entrate entro 48 mesi dalla data in cui è stata operata la ritenuta (art. 38 del DPR 602/1973);
  2. scomputo in dichiarazione: nel modello Redditi la ritenuta va nel rigo RS40 e si riporta nel rigo LM41, dove riduce l'imposta sostitutiva, a condizione che le ritenute siano state "regolarmente certificate dal sostituto d'imposta" e che tu non ne abbia chiesto il rimborso (istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 3).

Questo è l'unico caso in cui conviene chiedere la CU al cliente: senza la certificazione la ritenuta non si scomputa e resta solo la strada del rimborso.

Se hai dipendenti o co.co.co., la CU la fai tu

Il forfettario non opera le ritenute sui compensi che paga, con un'eccezione: dal 2019 deve applicare quelle sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (artt. 23 e 24 del DPR 600/1973, come previsto dall'art. 6 del DL 34/2019). Per questi redditi sei un sostituto d'imposta come gli altri: rilasci la CU ai dipendenti e ai collaboratori coordinati e continuativi, la invii all'Agenzia e presenti il modello 770. Se il rapporto di lavoro si interrompe, la CU va consegnata entro 12 giorni dalla richiesta del lavoratore (DPR 322/1998, art. 4, comma 6-quater).

Per i compensi che paghi senza ritenuta, per esempio a un altro professionista, la CU non c'è, ma nel modello Redditi devi indicare il codice fiscale di chi hai pagato e l'importo, nei righi RS371, RS372 e RS373 (L. 190/2014, comma 69, e istruzioni Redditi PF 2026, fascicolo 3).

Un caso da verificare con il consulente: le istruzioni della CU chiedono la certificazione anche a chi ha pagato somme senza ritenuta ma soggette ai contributi INPS, come può succedere con un collaboratore occasionale.

Le scadenze della CU 2027

La CU 2027 riguarda i redditi pagati nel 2026. I termini che cadono di sabato o in un giorno festivo slittano al primo giorno feriale successivo (istruzioni CU 2026).

AdempimentoScadenza
Consegna della CU a dipendenti e co.co.co.Martedì 16 marzo 2027
Invio all'Agenzia delle CU di dipendenti, assimilati e lavoro autonomo occasionaleMartedì 16 marzo 2027
Invio delle CU con soli compensi di lavoro autonomo abituale o provvigioni non occasionaliVenerdì 30 aprile 2027
Invio delle CU con soli redditi esenti o non dichiarabili con la precompilata; modello 770Martedì 2 novembre 2027 (il 31 ottobre è domenica e il 1° novembre è festivo)

Il modello e le istruzioni della CU 2027 non sono ancora usciti (di solito arrivano a gennaio): aggiorneremo la tabella se la legge di bilancio o il correttivo dei testi unici cambieranno i termini.

Sanzioni per la CU

Le sanzioni riguardano chi deve fare la CU, non chi la riceve (DPR 322/1998, art. 4, comma 6-quinquies):

  • 100 euro per ogni CU omessa, tardiva o errata, fino a 50.000 euro per sostituto d'imposta;
  • nessuna sanzione se una CU errata viene corretta entro i 5 giorni successivi alla scadenza del 16 marzo;
  • sanzione ridotta a un terzo (massimo 20.000 euro) se la CU corretta è inviata entro 60 giorni dalla scadenza del 16 marzo.

I 5 e i 60 giorni sono scritti per la scadenza del 16 marzo: per le CU che scadono il 30 aprile la norma non li richiama.

Se sei forfettario e un cliente non ti manda la CU, non rischi nulla: l'obbligo, quando c'è, è suo.

Cosa cambia dal 2027 con i nuovi testi unici

Dal 1° gennaio 2027 il forfettario passa nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), ma l'esonero dalla CU non si sposta: resta nel DPR 322/1998, che il testo unico adempimenti e accertamento (D.Lgs. 141/2026, art. 75) lascia in vigore. La regola sulle ritenute del comma 69 (niente ritenute, tranne su dipendenti e assimilati, e i dati dei pagamenti in dichiarazione) passa nell'art. 236 del nuovo testo unico.

Il 13 ottobre 2026 il Governo ha approvato in esame preliminare un decreto correttivo dei testi unici, che potrebbe cambiare rinvii e numerazioni. Tutte le novità per il prossimo anno sono nella guida al regime forfettario 2027.


Domande frequenti

Il cliente mi ha mandato la CU anche se sono forfettario: è un errore?

Non sempre. La CU è dovuta per i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e per i produttori assicurativi di quarto gruppo; per le indennità senza ritenuta come la maternità te la manda chi le paga (l'INPS o la tua Cassa), non il cliente. Se il cliente ti ha applicato una ritenuta, la certificazione ti serve per scomputarla. Negli altri casi il cliente non era obbligato, ma nessuna norma gli vieta di mandarla. Tu dichiari comunque i compensi incassati; se la CU riporta importi diversi, conviene chiedere al cliente di correggerla, perché i dati delle CU arrivano all'Agenzia delle Entrate.

Devo chiedere la CU ai clienti per fare la dichiarazione?

No, per i compensi fatturati elettronicamente dal 2024 in poi. Ti bastano le fatture emesse e l'estratto conto. L'unica eccezione è la ritenuta applicata per errore: per scomputarla in dichiarazione serve la certificazione del cliente.

Sono anche dipendente: la CU del datore di lavoro arriva?

Sì. L'esonero riguarda solo i compensi della partita IVA: datore di lavoro ed ente pensionistico continuano a rilasciare la CU. È anche il documento su cui controlli il limite di reddito da lavoro dipendente per restare nel forfettario: per il 2025 e il 2026 contavano 35.000 euro sui redditi dell'anno prima; per restare nel 2027 i redditi del 2026, cioè quelli della CU che ricevi a marzo 2027, non devono superare 30.000 euro, se la manovra non proroga i 35.000 (forfettario e lavoro dipendente).

Faccio una prestazione occasionale senza partita IVA: ricevo la CU?

Dipende da chi ti paga. Se è un sostituto d'imposta (un'azienda, uno studio, un ente), applica la ritenuta del 20% e la certifica nella CU con la causale M. Se ti paga un privato o un forfettario, la ritenuta non c'è e di norma la CU non arriva. L'esonero vale solo per chi ha la partita IVA nel forfettario o nel regime dei minimi.

Ho un dipendente: entro quando devo fare la CU?

Per i redditi pagati nel 2026, consegna al dipendente e invio all'Agenzia entro martedì 16 marzo 2027; il modello 770 entro martedì 2 novembre 2027.


Per sapere quanto ti resta di una fattura senza ritenuta, o quanto pagherai di imposta e contributi sugli incassi dell'anno:

→ Calcolo fattura forfettario → Calcolo tasse forfettario

Contenuto aggiornato al 17 ottobre 2026. Per casi particolari (compensi senza fattura elettronica, ritenute subite, collaboratori) verifica il caso concreto con un professionista.

Fonti