Regime forfettario 2027: requisiti, limiti e cosa cambia

Regime forfettario 2027 in breve (aggiornato al 12 ottobre 2026). Nel 2027 il forfettario resta, con le stesse regole di oggi spostate nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi (artt. 232-243 del D.Lgs. 117/2026). Lo applichi se nel 2026 hai incassato non più di 85.000 euro, hai speso non più di 20.000 euro per lavoratori e collaboratori e non hai cause di esclusione. Se sei anche dipendente, a legge vigente il limite torna a 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente del 2026 (l'imponibile della Certificazione Unica, non la RAL). Imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi cinque anni), uscita immediata oltre 100.000 euro, accertamento a 5 anni dal periodo d'imposta 2026. La legge di Bilancio 2027 non ha ancora un testo: soglia a 100.000 euro e limite più alto per i dipendenti sono, per ora, solo ipotesi.

Ogni anno, tra ottobre e gennaio, chi ha una partita IVA si fa la stessa domanda: l'anno prossimo potrò stare nel forfettario, e a quali condizioni? Per il 2027 la risposta ha una particolarità. Le regole non cambiano nella sostanza, ma cambiano "indirizzo": dal 1° gennaio 2027 i commi 54-89 della legge 190/2014, che hanno disciplinato il regime per dodici anni, sono abrogati e il forfettario diventa il Capo XXI del nuovo testo unico delle imposte sui redditi.

In questa guida trovi i requisiti e i limiti da verificare sui dati del 2026, le cause di esclusione, tasse e contributi, che cosa è già deciso e che cosa è ancora in discussione con la manovra, e le cose da fare entro il 31 dicembre.


Cosa è deciso e cosa no per il 2027

TemaStatoSituazione al 12 ottobre 2026
Dove stanno le regoleLeggeNuovo testo unico delle imposte sui redditi, artt. 232-243, dal 1° gennaio 2027
Limite di ricavi e compensiLegge85.000 euro incassati nell'anno precedente (art. 232)
Uscita immediataLeggeOltre 100.000 euro incassati nell'anno (art. 238)
Redditi da lavoro dipendenteLegge30.000 euro di reddito da lavoro dipendente del 2026: i 35.000 valevano solo per il 2025 e il 2026 (art. 233, lett. f)
Imposta sostitutivaLegge15%, oppure 5% per l'anno di inizio e i quattro successivi (art. 235)
Riduzione INPS del 35%LeggePer artigiani e commercianti, a domanda entro il 28 febbraio (art. 241)
Termini di accertamentoLegge5 anni dal periodo d'imposta 2026: lo sconto di un anno non c'è più (D.Lgs. 148/2026, art. 21)
Soglia alzata a 100.000 euroIpotesiIpotesi circolata sulla stampa, nessun testo del Governo
Limite dei dipendenti a 35.000 o 40.000 euroPropostaPossibile proroga in manovra; il DDL S.2033 propone 40.000 euro, esame non iniziato
Nuova dicitura in fatturaDa definireNessuna formula ufficiale dell'Agenzia delle Entrate per il 2027

Quello che è "legge" può ancora essere modificato dalla legge di Bilancio 2027, il cui disegno di legge va presentato alle Camere entro il 20 ottobre. Aggiorneremo la tabella quando ci sarà il testo.


Requisiti del regime forfettario nel 2027

I requisiti sono due e si verificano sull'anno precedente: per applicare il forfettario nel 2027 contano i dati del 2026 (art. 232 del nuovo testo unico, che riprende i commi 54-56 della legge 190/2014).

RequisitoLimiteCosa conta
Ricavi o compensi85.000 euroQuanto hai incassato nel 2026, ragguagliato ad anno se hai aperto in corso d'anno. Con più attività (codici ATECO diversi) si sommano.
Spese per il personale20.000 euro lordiLavoratori dipendenti, collaboratori, lavoro accessorio e alcune voci assimilate sostenute nel 2026.

Tre precisazioni che evitano gli errori più comuni:

  • Conta l'incasso, non la fattura. Se nel 2026 eri già forfettario, o sei un professionista, vale il criterio di cassa: una fattura di dicembre 2026 pagata a gennaio 2027 pesa sul 2027. Se invece nel 2026 eri un'impresa in contabilità ordinaria, i ricavi si contano per competenza (circolare 9/E/2019). Come contare bonifici, rimborsi spese e incassi di fine anno è spiegato nella guida al superamento delle soglie di 85.000 e 100.000 euro.
  • Il ragguaglio vale solo per gli 85.000 euro. Se hai aperto il 1° luglio 2026, il limite per il 2027 è di circa 42.850 euro di incassi nel 2026 (85.000 x 184/365). La soglia di 100.000 euro per l'uscita immediata, invece, non si ragguaglia.
  • Non c'è un limite sui beni strumentali. Nel testo dell'art. 232 non compare: il vecchio tetto di 20.000 euro sui beni strumentali è stato tolto nel 2019. I 20.000 euro di oggi riguardano solo le spese per il personale.

Chi apre la partita IVA nel 2027 non ha incassi dell'anno precedente da verificare: dichiara di presumere i requisiti nella dichiarazione di inizio attività (art. 232, comma 3). Le cause di esclusione invece contano anche per lui, compresi i redditi da lavoro dipendente del 2026. Chi è già in attività e li rispetta applica il regime dal 1° gennaio, senza domande da presentare; se però in passato hai scelto il regime ordinario pur avendo i requisiti, quella scelta vale per almeno tre anni (art. 237).


Cause di esclusione (o cause ostative)

Rispettare i limiti non basta: il forfettario non si può applicare se ricorre anche una sola delle cause dell'art. 233 del nuovo testo unico (oggi comma 57 della legge 190/2014, più l'eccezione introdotta dall'art. 17 della legge 203/2024). In sintesi, sono esclusi:

  1. chi usa regimi speciali IVA (per esempio quello dell'agricoltura) o altri regimi forfettari di determinazione del reddito;
  2. i non residenti, salvo chi risiede in un Paese UE o SEE che scambia informazioni con l'Italia e produce in Italia almeno il 75% del proprio reddito;
  3. chi effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o terreni edificabili, oppure cessioni di mezzi di trasporto nuovi verso altri Paesi UE;
  4. chi partecipa a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, oppure controlla, direttamente o indirettamente, una srl o un'associazione in partecipazione che svolge attività riconducibili alla propria. Le quote in società di persone, associazioni o imprese familiari vanno cedute entro la fine dell'anno precedente: per il 2027, entro il 31 dicembre 2026. Per il controllo di una srl, invece, conta l'anno in cui applichi il regime (circolare 9/E/2019);
  5. chi lavora soprattutto per il datore di lavoro attuale o per quello dei due anni precedenti (o per soggetti a lui riconducibili), salvo chi inizia dopo la pratica obbligatoria per una professione. C'è un'eccezione per i professionisti iscritti a un albo assunti contestualmente, a tempo parziale e indeterminato (tra il 40% e il 50% dell'orario pieno), da datori con più di 250 dipendenti: il contratto autonomo deve essere certificato, non deve sovrapporsi a quello di lavoro per oggetto, orario e giornate e serve un domicilio professionale distinto; per chi non è iscritto a un albo vale solo nei casi previsti da specifiche intese collettive (art. 233, commi 2-4);
  6. chi nell'anno precedente ha avuto redditi di lavoro dipendente o assimilati oltre 30.000 euro, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato in quell'anno e che nello stesso anno non ci siano stati una pensione o un nuovo rapporto di lavoro ancora in corso al 31 dicembre (circolare 10/E/2016).
Dipendente e forfettario nel 2027: 30.000 euro, salvo proroga

Il limite di 35.000 euro valeva solo "per gli anni 2025 e 2026" (art. 1, comma 12, L. 207/2024, modificato dalla L. 199/2025). Per il 2027, a legge vigente, si torna a 30.000 euro sui redditi del 2026. La manovra può prorogare i 35.000 euro; in Senato il DDL S.2033 propone 40.000 euro dal 2027, ma l'esame non è iniziato.

Attenzione: il limite riguarda il reddito da lavoro dipendente, cioè l'imponibile della Certificazione Unica, non la retribuzione lorda (RAL). Esempio: se il reddito da dipendente del 2026 è di 32.000 euro e il rapporto continua, a legge vigente nel 2027 non puoi applicare il forfettario. Casi, prevalenza verso il datore ed esempi nella guida su forfettario e lavoro dipendente.


I limiti del regime forfettario: le soglie in una tabella

SogliaCosa succede se la superi
85.000 euro di incassiResti forfettario per tutto l'anno ed esci dal 1° gennaio successivo
100.000 euro di incassiEsci nello stesso anno: IVA dall'operazione che fa superare la soglia, reddito dell'intero anno con le regole ordinarie (art. 238)
20.000 euro di spese per il personaleEsci dal 1° gennaio successivo
30.000 euro di reddito da dipendente (2026)Non puoi applicare il regime nel 2027, salvo che il rapporto sia cessato nel 2026 (senza pensione né nuovo rapporto in corso a fine anno)

Perché non si sale semplicemente a 100.000 euro per tutti? Perché il forfettario funziona anche come franchigia IVA, e la direttiva UE 2020/285 fissa a 85.000 euro il tetto massimo delle franchigie nazionali: per alzare il limite mantenendo l'esenzione IVA servirebbero modifiche a livello europeo o un regime disegnato in modo diverso.


Dove sono finite le regole: la tabella di corrispondenza

Dal 1° gennaio 2027 i commi da 54 a 89 della legge 190/2014 sono abrogati (art. 376, lettera qqqq, e art. 377 del nuovo testo unico) e le stesse regole si trovano qui:

Nuovo testo unicoContenutoLegge 190/2014
art. 232Requisiti: 85.000 euro e 20.000 euro di spese per il personalecommi 54-56
art. 233Cause di esclusione (lettera f: dipendenti oltre 30.000 euro)comma 57; commi 2-4 dall'art. 17 della legge 203/2024
art. 234IVA: niente rivalsa e niente detrazione, esonero dagli adempimenticommi 58-63
art. 235Reddito, imposta al 15% e al 5%, niente ritenuta d'acconto, coefficienti (allegato D)commi 64-68; comma 6 dall'art. 1 del D.Lgs. 81/2025
art. 236Esonero dalle scritture contabili; nessuna ritenuta da sostituto d'imposta, salvo quelle su dipendenti e assimilaticomma 69
art. 237Opzione per il regime ordinario (almeno tre anni)comma 70
art. 238Cessazione dal regime, uscita immediata oltre 100.000 eurocommi 71-72
art. 239Obblighi informativi in dichiarazionecomma 73
art. 240Accertamento e coordinamento (senza lo sconto di un anno)comma 74 (primo e terzo periodo) e comma 75
art. 241Contributi: riduzione del 35% e domanda entro il 28 febbraiocommi 76-84
artt. 242-243Norme finali e di attuazionecommi 85, 88 e 89

Due conseguenze pratiche. Fino al 31 dicembre 2026 il riferimento resta la legge 190/2014; dal 2027 è il nuovo testo unico, anche quando citi il regime nei documenti. E se apri la legge 190/2014 su Normattiva senza indicare una data, trovi i commi già segnati come "abrogati": stai leggendo la versione in vigore dal 2027, non quella di oggi.


Tasse e contributi nel 2027

Imposta sostitutiva: 15% o 5%

Il reddito si calcola applicando agli incassi il coefficiente di redditività della tua attività; sul risultato, meno i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta sostitutiva del 15% che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP (art. 235).

L'aliquota scende al 5% per l'anno in cui l'attività inizia e per i quattro successivi, se nei tre anni precedenti non hai svolto attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare, se la nuova attività non è la semplice prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo (la pratica obbligatoria non conta) e, se rilevi l'attività di un altro, se i suoi ricavi dell'anno prima non superavano 85.000 euro. Esempio: chi ha aperto nel 2022 ha avuto il 5% dal 2022 al 2026 e nel 2027 passa al 15%.

Coefficienti: ancora sui codici ATECO 2007

Nel nuovo testo unico la tabella dei coefficienti diventa l'allegato D. Il comma 6 dell'art. 235 dice che, finché non saranno approvati i nuovi coefficienti costruiti sulla classificazione ATECO 2025, si continua a usare il coefficiente del codice corrispondente nella classificazione ATECO 2007. Per trovare il tuo c'è il cercatore nella guida ai coefficienti di redditività del forfettario.

Niente ritenuta d'acconto, niente IVA

I clienti sostituti d'imposta non ti applicano la ritenuta d'acconto, a patto che tu dichiari che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva (art. 235, comma 4). Ai fini IVA non addebiti l'imposta e non detrai quella sugli acquisti; per gli acquisti in inversione contabile (reverse charge) versi l'IVA entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (art. 234). La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari dal 2024: obblighi, termini e sanzioni sono nella guida alla fattura elettronica dei forfettari.

Contributi INPS

I contributi seguono la tua gestione previdenziale. I valori 2027 arriveranno con le circolari INPS di inizio anno; per avere un ordine di grandezza, nel 2026:

  • Gestione separata (professionisti senza cassa): 26,07% del reddito forfettario, 24% se sei anche dipendente o pensionato (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). Dettagli nella guida all'aliquota INPS della gestione separata.
  • Artigiani e commercianti: contributi fissi sul minimale di 18.808 euro, più il 24% (artigiani) o il 24,48% (commercianti) sulla parte che lo supera, fino a 56.224 euro, e il 25% o il 25,48% oltre (circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026). Possono chiedere la riduzione del 35% (art. 241): chi è già in attività presenta la domanda entro il 28 febbraio, chi inizia lo fa con la comunicazione telematica all'INPS. Calcoli ed esempi nella guida ai contributi INPS del forfettario.

Per vedere imposta, contributi e netto con i tuoi numeri usa il calcolo delle tasse del regime forfettario.


Accertamento: dal periodo d'imposta 2026 servono 5 anni

Una novità già in vigore che si fa sentire proprio dal 2027, quando dichiarerai i redditi del 2026. L'art. 21 del D.Lgs. 148/2026 ha tolto ai forfettari con fatturazione tutta elettronica lo sconto di un anno sui termini di accertamento, anche nell'art. 240 del nuovo testo unico. Per i redditi 2026, dichiarati nel 2027, il Fisco ha tempo fino al 31 dicembre 2032: conserva i documenti almeno fino ad allora. Calendario anno per anno e la possibile riduzione di due anni con i pagamenti tracciabili (per i forfettari non c'è un chiarimento dell'Agenzia) nella guida sugli accertamenti ai forfettari a 5 anni dal 2026.


La legge di Bilancio 2027: a che punto siamo

Al 12 ottobre 2026 non esiste un testo della manovra. Le tappe:

  • 2 ottobre 2026: il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica, che non contiene misure sui forfettari.
  • Entro il 15 ottobre: invio alla Commissione europea del Documento programmatico di bilancio.
  • Entro il 20 ottobre: presentazione alle Camere del disegno di legge di bilancio (art. 7 della legge 196/2009).
  • Entro fine dicembre: approvazione definitiva e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Sui forfettari circolano due ipotesi: alzare la soglia da 85.000 a 100.000 euro e alzare il limite per chi è anche dipendente. Nessuna delle due ha oggi un testo del Governo. Finché la legge non è approvata, pianifica il 2027 sulle regole della tabella in alto. Questa sezione sarà aggiornata entro 48 ore dalla pubblicazione del disegno di legge.


Cosa fare entro il 31 dicembre 2026

  1. Somma gli incassi del 2026 (non le fatture emesse; per competenza se eri un'impresa in contabilità ordinaria) e confrontali con 85.000 euro. Se sei vicino, ricorda che conta il giorno dell'accredito: un pagamento che arriva il 2 gennaio pesa sul 2027.
  2. Se sei anche dipendente, stima il reddito da lavoro dipendente del 2026 (l'imponibile della CU, non la RAL): oltre 30.000 euro, con il rapporto ancora in corso, a legge vigente nel 2027 non potresti applicare il forfettario.
  3. Controlla partecipazioni e clienti: le quote in società di persone vanno cedute entro il 31 dicembre; verifica anche eventuali srl collegate alla tua attività e quanto fatturi al tuo datore di lavoro attuale o a quello degli ultimi due anni.
  4. Verifica le spese per il personale: collaboratori e dipendenti non devono superare 20.000 euro lordi nel 2026.
  5. Se sei artigiano o commerciante e vuoi la riduzione del 35%, prepara la domanda se non l'hai già presentata: il termine è il 28 febbraio 2027, che cade di domenica.
  6. Stima tasse e contributi del 2027 con il calcolatore annuo, per accantonare quanto servirà per saldo e acconti.

Calendario 2027 del forfettario

DataScadenza
1° gennaioSi applica il nuovo testo unico delle imposte sui redditi
16 febbraioQuarta rata dei contributi fissi 2026 di artigiani e commercianti
28 febbraio (domenica)Domanda di riduzione contributiva del 35% per artigiani e commercianti già in attività
17 maggioPrima rata dei contributi fissi 2027 (il 16 è domenica)
30 giugnoSaldo 2026 e primo acconto 2027 di imposta sostitutiva e contributi in percentuale, salvo proroghe
20 agostoSeconda rata dei contributi fissi
2 novembreModello Redditi PF 2027, per i redditi 2026 (il 31 ottobre è domenica e il 1° novembre è festivo)
16 novembreTerza rata dei contributi fissi
30 novembreSecondo acconto di imposta sostitutiva e contributi in percentuale

Date di legge senza proroghe. Per il 28 febbraio l'INPS non ha ancora indicato se il termine slitta al giorno lavorativo successivo. Regole su saldo e acconti nella guida ad acconti, saldi e scadenze del forfettario.


Domande frequenti

Il regime forfettario esiste ancora nel 2027?

Sì. Dal 1° gennaio 2027 è disciplinato dagli articoli 232-243 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), che riprendono le regole dei commi 54-89 della legge 190/2014, abrogati dalla stessa data.

La soglia sale a 100.000 euro nel 2027?

Al 12 ottobre 2026 no. Se ne parla come ipotesi per la manovra, ma non c'è un testo e il tetto UE della franchigia IVA è 85.000 euro. Oggi la regola è: fino a 85.000 euro incassati nel 2026 puoi applicare il forfettario nel 2027; oltre 100.000 euro incassati in un anno esci subito.

Sono dipendente e nel 2026 avrò 32.000 euro di reddito da lavoro: posso restare forfettario nel 2027?

A legge vigente no, se il rapporto di lavoro prosegue: per il 2027 il limite è 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente del 2026 (l'imponibile della CU, non la RAL). Se il rapporto è cessato nel 2026, senza pensione né un nuovo rapporto ancora in corso a fine anno, la soglia non conta. La manovra potrebbe prorogare i 35.000 euro: controlla questa pagina dopo la presentazione del disegno di legge.

Devo comunicare qualcosa per restare nel forfettario nel 2027?

No. Se hai i requisiti e nessuna causa di esclusione il regime si applica, e lo indichi nella dichiarazione dei redditi. Chi apre la partita IVA lo segnala nella dichiarazione di inizio attività. Per la riduzione INPS del 35%, invece, serve la domanda all'INPS prevista dall'art. 241.

Cambia la dicitura da scrivere in fattura?

Il riferimento normativo cambia, perché dal 2027 i commi 54-89 non esistono più. Al 12 ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate non ha indicato una formula nuova: la sua pagina sulla fattura elettronica dei forfettari cita ancora la legge 190/2014 e il codice di regime fiscale RF19 resta nelle specifiche tecniche.

I coefficienti cambiano con i codici ATECO 2025?

Non ancora. Fino all'approvazione dei nuovi coefficienti si usa quello del codice ATECO 2007 corrispondente alla tua attività (art. 235, comma 6, del nuovo testo unico).

Che cos'è il limite dei 20.000 euro?

È il tetto alle spese per lavoratori dipendenti, collaboratori e lavoro accessorio sostenute nell'anno precedente. Non riguarda i beni strumentali: quel limite non esiste più dal 2019.


Vuoi sapere quanto pagherai e quanto ti resta nel 2027? Parti dai tuoi incassi o dal netto che vuoi ottenere:

→ Calcolo tasse forfettario → Calcolo dal netto ai ricavi → Calcolo fattura forfettario

Contenuto aggiornato al 12 ottobre 2026. Le regole del 2027 possono cambiare con la legge di Bilancio: per decisioni importanti (aprire, chiudere o cambiare regime) fai verificare la tua situazione a un professionista.

Fonti